La parola autismo, derivata dal greco "autòs" (->se stesso),
venne impiegata per la prima volta in psichiatria da Bleuler per
descrivere uno dei sintomi della schizofrenia, e cioè il ripiegamento su se stessi caratteristico da alcune fasi della patologia.
L'autismo è la diagnosi più comune all'interno dei disturbi pervasivi dello sviluppo-secondo la classificazione nosografica del DSM-IV-diagnosticabile nei primi 3 anni di vita. Questi ultimi disturbi sono caratterizzati da compromissione profonda e persistente in diverse aree dello sviluppo. I bambini che soffrono di questi disturbi non riescono a sviluppare le abilità sociali e comunicative normali e a intraprendere i comportamenti, gli interessi e le attività tipici dell'infanzia. Oltre all'autismo, questi disturbi comprendono il disturbo di Rett, il disturbo disintegrativo dell'infanzia e il disturbo di Asperger.
I soggetti che presentano un Disturbo Autistico sono caratterizzati dalla
presenza contemporanea di quello che viene definita come la triade del comportamento autistico: uno sviluppo notevolmente anomalo o deficitario dell’interazione sociale e della comunicazione e una marcata ristrettezza del repertorio di attività e di interessi. Le manifestazioni del disturbo variano ampiamente a seconda del livello di sviluppo e dell’età cronologica del soggetto.
Questi soggetti presentano quindi deficit nelle seguenti aree:
1. Interazione sociale:
La maggior parte delle interazioni interpersonali si basa pesantemente sul contatto oculare, sui movimenti e sulle espressioni facciali e sulla postura del corpo. I bambini e gli adulti con autismo sembrano non essere in grado di inviare o ricevere/cogliere i messaggi non verbali che agiscono da "collante" nelle relazioni sociali. Molte di queste persone possono apprendere alcune regole di base che guidano il comportamento sociale ma il loro stile interpersonale è spesso rigido, inespressivo e carente di spontaneità. Questi individui non sembrano essere disturbati dal loro non riuscire ad avere soddisfacenti contatti interpersonali; spesso preferiscono il mondo inanimato a quello animato e trattano gli esseri umani come se fossero oggetti. Soprattutto nei soggetti più piccoli si denota uno scarso, e talvolta nullo, interesse nel fare amicizia e/o giocare con altri bambini. I soggetti più grandi possono essere interessati all’amicizia ma presentano difficoltà nella comprensione delle convenzioni sociali che normalmente regolano i rapporti tra le persone. I soggetti con questo disturbo appaiono spesso come “incuranti” delle altre persone poiché presentano difficoltà marcate nel cogliere i bisogni degli altri (ad esempio capire gli stati d’animo di un’altra persona e regolare il proprio comportamento in funzione di esso), quindi presentano deficit in ciò che viene chiamata "teoria della mente".
Nell'autismo, le difficoltà comunicative sono pervasive; infatti circa la metà delle persone con questo disturbo non è in grado di sviluppare un linguaggio utile. Quelli che parlano sono generalmente considerati autistici "ad alto funzionamento". Questi soggetti spesso sembrano meccanici o robotici quando parlano perché il loro eloquio non ha una normale cadenza e intonazione; il loro linguaggio spesso è limitato e ripetitivo ed hanno la tendenza a scambiare i pronomi o a ripetere quello che sentono (->ecolalia); inoltre presentano una compromissione del gioco inventivo e imitativo. La persona con autismo mostra molte difficoltà nel comprendere il linguaggio “simbolico” e spesso ha problemi nel cogliere metafore, modi di dire, ed ha una modalità di comprensione ”letterale” delle parole, che spesso le crea difficoltà a comprendere ciò che viene realmente espresso da un discorso, o ad attribuire alla medesima parola dei significati differenti a seconda del contesto.
Gli autistici hanno spesso aree di interesse inusuali e ristrette (per es.: un bambino autistico potrebbe passare ore a fissare attentamente le proprie dita scuotendole davanti agli occhi oppure può essere dedito a uno o più tipi di interesse anomali per intensità o per focalizzazione). Molte di queste persone fanno grande affidamento sulla ripetitività e uniformità delle situazioni e possono essere molto disturbate quando si verificano dei cambiamenti, anche insignificanti (aspetto evidenziato nel film "Rain Man"-1988). Possono essere presenti anomalie della postura (per es., camminare in punta di piedi, movimenti delle mani o atteggiamenti del corpo bizzarri). Questi soggetti mostrano un persistente, eccessivo interesse per parti di oggetti, possono essere affascinati dai movimenti e vi può essere intenso attaccamento ad alcuni oggetti inanimati (per es., un pezzo di spago oppure un elastico).
Un comune preconcetto è che tutti gli individui con autismo siano "idioti sapienti", cioè che ognuno di loro possegga alcune abilità inusuali e fuori dal normale (vedi 5. La sindrome del savant e l'autismo nel mondo). Nonostante queste abilità eccezionali siano affascinanti, vengono riscontrate in meno di 2 soggetti su 1000 con disturbi pervasivi dello sviluppo e anche gli autistici che ne sono dotati tendono a ottenere, nei testi di intelligenza generale, punteggi che rientrano nel range del ritardo mentale. Alcune ricerche hanno dimostrato che la massima attenzione ai dettagli visivi, la ripetizione compulsiva e gli interessi ristretti spesso associati all'autismo possono promuovere lo sviluppo di abilità artistiche speciali, ma limitate.
Infine, l'autismo non ha prevalenze geografiche e/o etniche ma solo riferite al sesso in quanto è presente in tutte le popolazioni del mondo, di ogni razza e ogni ambiente sociale, e colpisce i maschi in misura da 3 a 4 volte superiore rispetto alle femmine.
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