Jim, un ragazzo autistico

...“Essere autistici non significa non essere umani, ma essere diversi. Quello che è normale per altre persone non è normale per me e quello che io ritengo normale non lo è per gli altri. In un certo senso sono mal equipaggiato per sopravvivere in questo mondo, come un extraterrestre che si sia perso senza un manuale per sapere come orientarsi. Ma la mia personalità è rimasta intatta. La mia individualità non è danneggiata. Ritrovo un grande valore e significato nella vita e non desidero essere guarito da me stesso. Concedetemi la dignità di ritrovare me stesso nei modi che desidero; riconoscete che siamo diversi l’un dall’altro, che il mio modo di essere non è soltanto una versione guasta del vostro. Interrogatevi sulle vostre convinzioni definite le vostre posizioni. Lavorate con me per costruire ponti tra noi”...

martedì 27 novembre 2012

5. La sindrome del savant

Per idiota sapiente in campo psicologico si intende un individuo che presenta una o più capacità super sviluppate in concomitanza con un certo grado di ritardo. La sintomatologia è appunto la sindrome dell'idiota sapiente, o anche sindrome dell'idiot savant. Non è chiaro completamente come questa sindrome funzioni, anche se è stato dimostrato che si presenti molto spesso in compresenza di autismoSi osserva in 1 su 10 pazienti autistici e in circa 1 su 2000 individui affetti da danni cerebrali o ritardo mentale. Dei savant noti, almeno metà sono autistici e gli altri mostrano tipi diversi di disordini dello sviluppo.
autism-facts-graphic2  
Tali abilità si possono riscontrare in diversi campi: arti visive, in particolare nel disegno, musica, specifiche abilità matematiche o meccaniche. Meno frequentemente sono state riscontrate abilità eccezionali in aree come quella meccanica e quella del linguaggio. I soggetti colpiti infatti, a prezzo quasi sempre di gravi deficenze mentali o psicologiche, risultano avere “superpoteri”, ovvero riescono a compiere operazioni mentali impossibili alla pressochè totalità del genere umano. Esistono diversi tipi di talenti, e solo alcuni di questi sono “utili”. Un savantista potrebbe ad esempio riconoscere ogni modello di aspirapolvere dal suo suono, sapere a memoria tutte le targhe di auto che abbia mai visto nella sua vita, riuscire con un’occhiata stabilire misure esatte di un oggetto o con precisione il passare del tempo senza l’uso di orologi.

La sindrome del savant generalmente si manifesta in persone il cui QI è compreso fra 40 e 70, sebbene sia comparsa anche in individui con QI che arriva fino a 114. Colpisce in massima parte il sesso maschile, dato che si contano 4-6 savant maschi per ogni fem­mina; e può essere congenita o insorgere più tardi, a seguito di una malattia (come l'encefalite) o di una lesione cerebrale.

Descrizioni della sindrome del savant appaiono nella lette­ratura scientifica già nel 1789. Benjamin Rush, il «padre della psichiatria americana», descrisse la rapidissima abilità di cal­colo di Thomas Fuller, che non era in grado di comprendere la matematica al di là del semplice far di conto. Se gli si chiedeva quanti secondi avesse vissuto un uomo di 70 anni, 17 giorni e 12 ore, Fuller forniva la risposta esatta di 2.210.500.800 im­piegando solo un minuto e mezzo; e per arrivare a questo nu­mero aveva dovuto tener conto di 17 anni bisestili.


530333_4979529008730_1018365214_n
Le cause non sono ancora note. Tuttavia si nota che spesso la sindrome colpisce degli individui con problemi all'emisfero sinistro. Una delle ipotesi è che la zona colpita ha lo scopo di elaborare le informazioni allo stato ancora primitivo, trasformandole in operazioni elaborate che permettono un comportamento normale. Se tale filtro viene a mancare, l'individuo perde parte delle capacità che per gli altri sembrano facili e naturali, ma riesce ad usare delle informazioni più primitive che gli permettono di svolgere con facilità o addirittura naturalezza delle capacità che per gli altri sono difficilissime o impossibili. Sia questa teoria che altre ipotizzano che ogni persona possieda queste caratteristiche, ma che siano in un certo senso inibite da qualche parte del cervello. Ci sono inoltre casi di persone che dopo traumi cranici all'emisfero sinistro hanno manifestato delle abilità (matematiche, di disegno ecc.) prima assenti. Alcuni studi invece hanno ottenuto tali manifestazioni temporanee di abilità come il disegno "disturbando" delle aree della parte sinistra del cervello mediante stimolazione magnetica transcranica.


Allan Snyder e John Mitchell del Centre for the Mind di Can­berra, in Australia, sostengono che i processi cerebrali dei sa­vant sono presenti in ciascuno di noi, ma nascosti dai più raf­finati processi cognitivi concettuali. I savant autistici, a loro parere, «hanno un accesso preferenziale ai livelli più bassi di informazione, che non sono normalmente disponibili attra­verso 1'introspezione».



Alcuni esempi:











Nessun commento:

Posta un commento